EN 13374:2025: cosa cambia davvero rispetto alla versione precedente?
La pubblicazione della nuova EN 13374:2025, recepita in Italia come UNI EN 13374:2025, norma europea di riferimento per i sistemi temporanei di protezione dei bordi, ha riaperto una domanda che molte imprese e operatori del settore si stanno ponendo: cambia davvero qualcosa nei parapetti provvisori, oppure si tratta di un semplice aggiornamento normativo?
La risposta richiede qualche precisazione. La nuova versione non introduce una rivoluzione tecnica né modifica radicalmente il concetto di parapetto provvisorio così come lo conosciamo oggi. Le classi di protezione restano le stesse, i principi generali di prova vengono confermati e l’impianto della norma rimane sostanzialmente coerente con la versione precedente.
L’aggiornamento però non è solo formale. La EN 13374:2025 interviene infatti in modo molto più preciso su aspetti che in cantiere hanno un impatto concreto, in particolare sulla scelta della classe corretta, sulla configurazione del sistema e sulle condizioni reali di utilizzo.
Ed è proprio qui che si concentra la parte più significativa dell’aggiornamento.
In questo articolo
- Cosa non cambia nella nuova EN 13374
- Le classi A, B e C sono spiegate in modo più chiaro
- La scelta del parapetto dipende dal cantiere
- Quando un sistema può essere considerato conforme
- Viene introdotto il concetto di pannello
- Componenti anti-sfilamento e dettagli di montaggio
- Compatibilità tra componenti di marche diverse
- Reti, teli ed effetto vela
- Il ruolo del manuale di montaggio

Cosa non cambia nella nuova EN 13374
Prima di analizzare le differenze, è utile chiarire cosa resta invariato.
La nuova EN 13374 non introduce nuove classi di protezione e non modifica in modo sostanziale il principio costruttivo dei sistemi temporanei di protezione dei bordi. Restano infatti confermati:
- i sistemi di classificazione A, B e C;
- i principi di verifica tramite prove statiche e dinamiche;
- i principali requisiti dimensionali;
- i criteri di assorbimento dell’energia previsti per i sistemi che devono arrestare uno scivolamento o un impatto.
Questo significa che un parapetto correttamente progettato secondo la versione precedente non diventa automaticamente obsoleto con l’entrata in vigore della nuova norma.
Il cambiamento più rilevante riguarda piuttosto il modo in cui la norma definisce e chiarisce il corretto utilizzo del sistema in funzione del rischio reale.
Le classi A, B e C sono spiegate in modo più chiaro
Nelle versioni precedenti, la distinzione tra classi A, B e C era descritta principalmente in termini di resistenza a carichi statici, resistenza ai carichi dinamici e livelli di energia assorbita.
La EN 13374:2025 mantiene questi principi, ma collega in modo più esplicito ogni classe alle condizioni reali in cui il sistema deve intervenire, come ad esempio:
- attività in prossimità di un bordo;
- caduta verso il parapetto;
- scivolamento su una superficie inclinata;
- arresto di una persona su falda molto ripida.
Questo rende più chiaro un principio fondamentale: la scelta della classe non dipende solo dal tipo di prova prevista dalla norma, ma dallo scenario reale di utilizzo.
Si tratta di una precisazione importante, perché la marcatura EN 13374 da sola non è sufficiente a stabilire se un parapetto sia adatto a qualsiasi situazione. La classe corretta dipende sempre dal tipo di rischio che il sistema deve gestire.

Rappresentazioni di utilizzo reale dei parapetti secondo la EN 13374:2025
La scelta del parapetto dipende dal cantiere, non solo dalla classe
Uno degli aspetti più interessanti della nuova EN 13374:2025 è proprio questo. La norma mette in relazione in modo molto più chiaro:
- l’inclinazione della superficie;
- l’altezza di caduta;
- la possibilità di scivolamento;
- la dinamica reale con cui una persona può impattare sul sistema.
Questo porta l’attenzione su un concetto molto concreto: non esiste un parapetto “giusto in assoluto”, ma un parapetto adatto a uno specifico scenario di rischio.
In alcune condizioni, la norma chiarisce anche che il parapetto da solo potrebbe non essere una protezione sufficiente. È un passaggio importante perché sposta l’attenzione dal prodotto in sé alla valutazione tecnica del contesto di utilizzo.
La domanda corretta, quindi, non è soltanto: “Questo parapetto è EN 13374?”
ma: “Questo parapetto è adatto a questo specifico cantiere, in questa configurazione e per questo rischio?”

Un parapetto è conforme solo nella configurazione prevista
Un altro punto che la nuova EN 13374:2025 chiarisce in modo molto netto riguarda la configurazione del sistema.
Un parapetto non è conforme perché composto da singoli elementi certificati. È conforme come sistema completo, all’interno della configurazione per cui è stato progettato, verificato e dichiarato.
Questo riguarda elementi come:
- interasse dei montanti;
- modalità di fissaggio;
- pannelli intermedi;
- fermapiedi;
- configurazioni d’angolo;
- componenti di chiusura;
- accessori previsti dal produttore.
In termini pratici, significa che modificare questi elementi non è una semplice variazione di montaggio, ma può cambiare il comportamento complessivo del sistema.
Per questo la nuova norma rafforza un concetto essenziale: la conformità non riguarda solo il prodotto, ma anche il modo in cui viene configurato.
La EN 13374:2025 introduce esplicitamente il concetto di “pannello”
Un aspetto interessante della nuova EN 13374:2025 riguarda la terminologia utilizzata nella norma.
Rispetto alla versione precedente, la nuova revisione introduce infatti nel glossario il termine “pannello”, riferimento che non compariva esplicitamente nelle versioni precedenti.
Si tratta di un aggiornamento significativo perché riflette l’evoluzione del settore verso sistemi temporanei di protezione dei bordi sempre più prefabbricati e modulari.
Nei sistemi a pannello, più funzioni vengono integrate in un unico elemento strutturale, con vantaggi in termini di:
- continuità della protezione;
- riduzione degli errori di montaggio;
- controllo più preciso della configurazione del sistema.
La presenza del termine “pannello” non significa che le configurazioni tradizionali non siano più ammesse, ma rappresenta comunque un’evoluzione tecnica importante all’interno della norma.

Maggiore attenzione ai componenti di sicurezza e ai sistemi anti-sfilamento
La nuova EN 13374:2025 dedica maggiore attenzione anche ai componenti che possono essere rimossi, sganciati o montati in modo incompleto. Parliamo di elementi come:
- spine di sicurezza;
- blocchi anti-sfilamento;
- agganci;
- fermagli;
- sistemi di chiusura;
- componenti di sicurezza secondari.
Sono dettagli che in cantiere possono sembrare marginali, ma che in realtà fanno parte integrante del comportamento del sistema.
La norma chiarisce infatti un principio molto semplice: se un componente di sicurezza è previsto dal sistema, la sua assenza modifica il sistema stesso.
È un richiamo importante perché la sicurezza di un parapetto non dipende solo dagli elementi principali, ma anche dai dettagli di montaggio che ne garantiscono il corretto funzionamento.
Attenzione ai componenti di marche diverse
Un altro tema su cui la nuova norma insiste con maggiore chiarezza riguarda l’intercambiabilità dei componenti. Nel settore può capitare di vedere soluzioni in cui vengono combinati:
- montanti di una marca;
- pannelli di un’altra;
- fermapiedi non originali;
- accessori non previsti;
- componenti realizzati artigianalmente.
Dal punto di vista pratico, il fatto che i pezzi siano fisicamente compatibili non significa automaticamente che il sistema mantenga le prestazioni previste.
La EN 13374:2025 ribadisce infatti che: un sistema testato deve essere considerato come sistema, non come semplice insieme di componenti intercambiabili.
È un aspetto molto importante, soprattutto in contesti in cui si tende a sostituire o integrare componenti per esigenze di cantiere.
Reti, teli e accessori possono cambiare il comportamento del parapetto
La nuova norma richiama in modo più esplicito anche un altro tema molto concreto: l’aggiunta di elementi che aumentano la superficie esposta al vento. Parliamo ad esempio di teli antipolvere, reti di schermatura, banner, pannelli temporanei o protezioni aggiuntive.
In molti casi questi elementi vengono aggiunti per migliorare la protezione o per esigenze operative, ma dal punto di vista strutturale possono modificare in modo significativo il comportamento del sistema. Un parapetto progettato per una certa configurazione può infatti trovarsi a sopportare carichi molto diversi se viene trasformato in una superficie esposta.
Per questo la nuova EN 13374 richiama con maggiore chiarezza la necessità di valutare anche questi casi.

Il manuale di montaggio diventa parte del corretto utilizzo
Infine, la nuova EN 13374:2025 attribuisce maggiore importanza al manuale di montaggio e alle istruzioni fornite dal produttore. La norma richiede infatti che siano chiariti in modo preciso aspetti come:
- configurazioni autorizzate;
- limiti di utilizzo;
- distanze e interassi ammessi;
- carichi previsti;
- condizioni meteo critiche;
- componenti compatibili;
- uso dopo impatto;
- rischi prevedibili.
Questo significa che il manuale non è una semplice documentazione di corredo, ma parte integrante del corretto utilizzo del sistema. Un parapetto può essere progettato correttamente, ma se viene installato o utilizzato fuori dalle condizioni previste, il suo comportamento potrebbe non essere più quello verificato in fase di prova.
Cosa cambia davvero, quindi?
La nuova EN 13374:2025 non stravolge il parapetto provvisorio come prodotto. L’aspetto più rilevante della revisione riguarda piuttosto una definizione più precisa delle condizioni in cui il sistema può essere considerato correttamente utilizzato. La norma chiarisce in modo più dettagliato:
- quale classe scegliere in funzione del rischio;
- quando il parapetto può non essere sufficiente da solo;
- in quali configurazioni il sistema mantiene le proprie prestazioni;
- quali modifiche o accessori possono alterarne il comportamento.
In questo senso, la nuova norma rafforza un concetto essenziale: un parapetto certificato è efficace solo se viene utilizzato nelle condizioni per cui è stato progettato e verificato.
Per questo oggi la domanda corretta non è soltanto: “Il parapetto è certificato?”
ma: “È il parapetto giusto, montato nel modo giusto, per questo specifico rischio?”
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